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Sicurezza sul lavoro: quali sono le sanzioni per il datore

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La normativa in materia di sicurezza sul lavoro stabilisce pesanti sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano gli obblighi previsti da questa. Ogni datore di lavoro infatti, come previsto dalla legge in materia, deve garantire ai propri dipendenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di ridurre il rischio di infortuno e l’esposizione alla contrazione di patologie professionali.

Sanzioni sicurezza sul lavoro

La normativa sulla sicurezza prevede sanzioni? Le sanzioni previste per la mancata osservanza delle norme inerenti la sicurezza sul lavoro si differenziano in base al tipo di responsabilità giuridica. Pertanto le sanzioni previste dalla sicurezza sul lavoro legge sono di due tipologie:

  • sanzioni penali, come l’arresto, la multa e l’ammenda;
  • sanzioni amministrative, ossia di natura pecuniaria oppure consistente nella chiusura dell’attività.

Sono numerose le sanzioni alle quali è sottoposto chi non rispetta gli obblighi di legge sul lavoro. Tra queste le principali riguardano:

  • la formazione dei lavoratori;
  • l’adozione del documento di valutazione dei rischi;
  • la nomina del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP).

Generalmente, per quanto riguarda la formazione sicurezza sul lavoro dei lavoratori così come per l’individuazione del RSPP ci si affida ad aziende specializzate che si occupano dei corsi rspp e di guidare il datore verso l’esecuzione degli adempimenti previsti.

Nel caso in cui il datore di lavoro non adempia agli obblighi sopra indicati, è sottoposto al pagamento di un’ammenda che va da € 2500 a e 6400 oppure punito con l’arresto da tre a sei mesi.

Le violazioni della sicurezza sul lavoro normativa, inoltre, comportano pesanti sanzioni amministrative, che accompagnano quelle di natura penale. Se generalmente le sanzioni di tipo amministrativo prevedono il pagamento di denaro, tra queste vi è anche l’ordine di sospensione dell’attività di impresa che, come previsto dall’art. 14 del Testo unico sulla Sicurezza Lavoro (D. Lgs. 81/08), è emanato nel caso in cui si verifichino ripetute o gravi violazioni legate all’adozione delle misure per la prevenzione degli infortuni. Tuttavia, l’emanazione dell’ordine di sospensione resta a discrezione dell’Autorità Amministrative, che non è obbligata a procedere con l’emissione.

Vedi anche  GDPR

Responsabilità civile del datore di lavoro

“L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

In base all’articolo 2087 del codice civile (sopra riportato), il datore di lavoro deve provvedere dell’adozione delle misure di prevenzione sul lavoro necessarie al fine di tutelari i propri lavorati dai rischi derivanti dall’attività svolta. Qualora egli manchi a tale adempimento e nel caso di malattia professionale del lavoratore, spetta al datore di lavoro risarcire il lavoratore per danno patrimoniale così come per danno non patrimoniale, inteso come danno all’integrità fisica e morale del lavoratore stesso. Guardate il curioso caso di presenza di materiale tossico sul lavoro, leggi l’articolo: amianto ferentino.

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