Nuova relazione durante una separazione giudiziale: si può avere?

Quando si può chiedere separazione giudiziale?

Se i coniugi non riescono a trovare un accordo e separarsi in maniera consensuale, interviene la separazione giudiziale che, prima dell’introduzione della Legge sul Divorzio (n. 398/1970), era possibile solamente in caso di colpa di uno dei due. Con la riforma del Diritto di Famiglia del 1975 i coniugi si possono separare quando la convivenza diviene impossibile, come citato dal dispositivo dell’articolo 1 della Legge n. 151 del Codice Civile: ”La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole.

Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.” L’impossibilità di proseguire la convivenza o di educare adeguatamente la prole può essere reclamata anche da uno solo dei due comunque deve essere comprovata da azioni ripetute nel tempo. Non è sufficiente qualche singolo episodio o litigio per ottenere la separazione giudiziale e l’addebito delle spese al partner, ma occorre che il comportamento sia reiterato e documentato.

Iter burocratico e costi separazione giudiziale

Il ricorso va presentato al Tribunale dove ha avuto l’ultima residenza il nucleo familiare o dove risiede il coniuge che ha chiesto la separazione, anche nel caso di irreperibilità dell’altro o di sua residenza all’estero. Le due parti devono comparire davanti al Presidente del Tribunale assistite da un avvocato, se non c’è il coniuge ricorrente l’udienza non ha effetto, se manca quello convenuto ne viene notificata un’altra. Il Giudice Istruttore ascolta i coniugi prima insieme e poi separatamente tentando di riappacificarli e, se non vi riesce, adotta subito provvedimenti per tutelare il coniuge economicamente più debole ed eventuali figli, fissando una seconda udienza. Il giudice ha il potere di dichiarare valida la separazione immediatamente e dunque i coniugi possono chiedere il divorzio anche prima della sentenza definitiva.

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Per fare richiesta di separazione giudiziale bisogna compilare un modulo scaricabile anche su Internet al quale allegare stato di famiglia e certificato di residenza di entrambi, estratto dell’atto di matrimonio e copia della dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni. È necessario scrivere anche il nome e la residenza dello studio dell’avvocato difensore. L’addebito della separazione giudiziale può essere chiesto se sono stati violati i doveri del matrimonio e bisogna farlo subito all’inizio del procedimento. Il prezzo per una sentenza di separazione giudiziale varia in base ai gradi di giudizio, gli Appelli e i ricorsi per Cassazione, e si aggira tra i 2.000 e i 10.000 euro, senza contare gli oneri degli avvocati.

Fedeltà e relazioni durante la separazione giudiziale

Si può avere una nuova relazione durante una separazione giudiziale?

Con la Legge 898 del 6 maggio 2015, nota anche come Legge sul Divorzio Breve, oggi i tempi sono ridotti a sei mesi o un anno tra la separazione e il divorzio e nel caso di separazione con negoziazione assistita non superano le tre settimane. Ma durante questo periodo i diritti e i doveri derivanti dal matrimonio sono validi oppure no? L’articolo 143 del Codice Civile parla di ”obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.

Dal momento in cui viene emessa dal Presidente del Tribunale la prima udienza, chiamata anche udienza presidenziale, i coniugi possono vivere separati e vengono meno i diritti-doveri legati al matrimonio, eccetto quelli verso i figli. Prima dell’udienza rimane valido l’obbligo della fedeltà e nel caso in cui non venga rispettato può dare luogo all’addebito dei costi della separazione. Teoricamente dovrebbe rimanere valido l’obbligo della fedeltà prima della sentenza, ma se la relazione extraconiugale è iniziata molto tempo prima ed è stata la causa della crisi, questa può continuare senza influire sulla decisione del giudice e non è sanzionata da alcuna norma. Dopo la sentenza di separazione decadono in maniera definitiva gli obblighi di fedeltà, perché la legge stabilisce che permangano solamente quelli di natura patrimoniale e non morale.

 
 
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