Ricorso Congiunto Separazione Consensuale

Ricorso Congiunto Separazione Consensuale

La separazione consensuale

La legge mette a disposizione dei coniugi che intendono dividersi la separazione consensuale, che implica il comune accordo riguardo ai diritti di ognuno, come l’assegno di mantenimento per il coniuge più debole, l’affidamento della casa coniugale e di eventuali figli. I coniugi possono svolgere tutta la procedura anche con un solo avvocato e la separazione deve essere omologata da un provvedimento del Tribunale competente. La separazione consensuale è preferibile rispetto a quella giudiziale, è più rapida e senza eccessivi traumi per la coppia ed eventuali figli. Il procedimento va fatto mediante un ricorso alla cancelleria del Tribunale dove i coniugi oppure uno dei due hanno la residenza. Nel fascicolo vanno raccolti i documenti opportuni, tra cui le dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni e una copia dell’atto di matrimonio.

Dopo aver svolto tutti gli adempimenti d’ufficio il Presidente del Tribunale fissa un’udienza di comparizione alla quale sono chiamati entrambi, come viene stabilito all’articolo 708 del Codice Civile: ”All’udienza di comparizione il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente e poi congiuntamente, tentandone la conciliazione. Se i coniugi si conciliano, il presidente fa redigere il processo verbale della conciliazione. Se la conciliazione non riesce, il presidente, anche d’ufficio, sentiti i coniugi ed i rispettivi difensori, dà con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell’interesse della prole e dei coniugi, nomina il giudice istruttore e fissa udienza di comparizione e trattazione davanti a questi”.

Il ricorso congiunto

Il matrimonio civile viene contratto davanti ad un ufficiale dello stato civile in Comune, mentre il matrimonio concordatario viene celebrato in chiesa e trascritto nei registri dello stato civile del Comune. Il divorzio è lo scioglimento del matrimonio e nel caso di celebrazione ecclesiastica si parla di cessazione degli effetti civili del matrimonio, che sono quelli di fedeltà, assistenza morale e materiale, coabitazione, educazione dei figli. Il divorzio congiunto, chiamato anche divorzio consensuale, è un procedimento giudiziario che viene avviato da entrambi i coniugi quando si trovano d’accordo sullo scioglimento dell’unione. L’accordo deve riguardare l’assegno di mantenimento, l’assegnazione della casa coniugale, il mantenimento dei figli e la divisione dei beni comuni.

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Rispetto al ricorso giudiziale la differenza è fondamentale, perché quest’ultimo può essere chiesto indipendentemente dal fatto che l’altro sia d’accordo o meno. La procedura di divorzio congiunto comincia con il deposto di un ricorso presso il tribunale del Comune dove ha residenza la coppia o uno dei due coniugi. I documenti da allegare al ricorso sono: l’atto integrale di matrimonio, il certificato di residenza e lo stato di famiglia di entrambi, la copia autentica del verbale di separazione consensuale o passata in giudicato in caso di separazione giudiziale. Il divorzio congiunto si svolge in una camera di consiglio del Tribunale chiusa al pubblico e termina con una sola udienza fissata dal Presidente del Tribunale. I coniugi devono essere già separati legalmente da almeno 12 mesi se la separazione è giudiziale o da 6 mesi se la separazione è consensuale.

Perché conviene essere d’accordo

La separazione consensuale e il divorzio congiunto sono sicuramente molto più convenienti da tutti i punti di vista rispetto ad altre forme di separazione tra i coniugi. Anche se dal punto di vista emotivo e sentimentale possono esserci sentimenti e desideri di vendetta, conviene a tutti quanti procedere per via pacifica perché si spenderanno meno soldi e la separazione sarà molto più rapida. Dal punto di vista economico il divorzio congiunto ha un prezzo che oscilla fra i 1.000 e i 2.000 euro, invece quello giudiziale può superare i 10.000 euro per via della procedura legale che bisogna affrontare e delle parcelle degli avvocati. Non bisogna dimenticare che una divisione veloce è meno traumatica per tutti, figli compresi, e comporta anche interessi più proficui dal punto di vista patrimoniale.

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Prima del divorzio c’è la separazione, ed anche questa se è fatta di comune accordo è più rapida e indolore, specialmente con le ultime norme volte a facilitare la procedura in tempi più rapidi per consentire ai coniugi di ricostruirsi una vita, come è stabilito dalla Legge 6 maggio 2015, n. 55 sul Divorzio Breve. La separazione consensuale si può fare anche davanti al sindaco senza essere assistiti da avvocati.

 
 
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