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Costi occulti nei contratti derivati: cosa sono e come tutelarsi

L’utilizzo dei contratti derivati è molto comune tra chi opera nell’ambito dei mercati finanziari, poiché si tratta di strumenti altamente performanti seppur, in base allo specifico strumento scelto, non esente da rischi.

I canonici rischi di investimento derivati da questo tipo di strumenti, tuttavia, attengono alla sfera di valutazione di chi decide di gestire alcuni capitali in questo ambito, e rientrano quindi nelle riflessioni finanziarie degli investitori.

Quello su cui è invece importante gettare luce è invece il rischio dei costi impliciti, o cosiddetti occulti, legati ai contratti derivati: cosa sono, in che forma possono presentarsi, come individuarli e cosa fare per tutelarsi da questo genere di pericolo finanziario

Cosa sono i contratti derivati

Partiamo dalle basi: i contratti derivati sono dei contratti che hanno un valore determinato da una serie di variabili sottostanti. Il “sottostante” non è altro che un asset condiviso dalle due parti e sancito dall’accordo, come per esempio un titolo azionario, l’andamento di una società, un tasso di cambio, la quotazione di una determinata tipologia di merci etc.

Un contratto derivato è stipulabile su un numero praticamente infinito di sottostanti e, oltre a questo, può avere differenti caratteristiche che ne differenziano la tipologia.

I principali contratti derivati sono i Forward, gli Swap (che sono anche i più diffusi), i Future e le opzioni. I contratti Forward si basano su acquisto di sottostante a data e prezzo stabilito, gli Swap sono la principale tipologia di contratti Forward, i contratti Future sono Forward negoziati esclusivamente in Borsa, mentre le Opzioni, o Options, sono contratti derivati basati sulla possibilità di compravendita di una attività a un prezzo e una data predeterminati.

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Cosa si intende per costi occulti

Quando parliamo di costi occulti o costi impliciti all’interno dei contratti derivati ci riferiamo alla possibilità che esistano una serie di costi non esplicitati né alla presentazione dell’accordo né alla firma del contratto, che dunque assumono connotati indebiti ma che sono molto complessi da individuare.

Trattandosi di transazione basati sui tassi di  è possibile che non emergano, ad una prima occhiata, particolari anomalie mentre ad una più attenta analisi potrebbe essere possibile riscontrare.

I costi occulti vengono inseriti in modo indebito da Banche e Istituti di credito e richiedono un’attenta valutazione dello strumento per verificarne l’esistenza.

Tali commissioni aggiuntive e nascoste sono infatti in grado di creare una sproporzione contrattuale a svantaggio di una delle due parti, con il risultato di decrementare sensibilmente la convenienza del rapporto oltre a stabilire una palese iniquità contrattuale, che una volta individuata va sanata il prima possibile.

Principali costi occulti nei contratti derivati

Fra le diverse possibilità di riscontrare costi occulti, la maggiore risiede negli Interest Rate Swap. Gli IRS cono contratti in cui le due parti scambiano flussi di denaro in termini di interessi, che si basano su una somma predeterminata che risponde al capitale nozionale di riferimento. Ovviamente tale accordo è stabilito da un periodo di tempo stabilito.

Più nello specifico, nei Plain Vanilla Swap (le tipologie di IRS più diffuse), tali flussi di pagamento hanno due tipologie di tasso di interesse: uno fisso e uno variabile. È importante che lo svolgimento dell’accordo segua l’iter stabilito contrattualmente in termini di tassi di interesse al fine di non generare una sproporzione, indebitamente penalizzante per una delle parti, che potrebbe anche annullare la validità del contratto stesso.

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Nei contratti Over The Counter (OTC), quelli cioè gestiti fuori dal circuito della Borsa ufficiale, ovviamente tali rischi possono essere maggiori e richiedere maggiore attenzione in sede di valutazione pre-sottoscrizione dell’accordo.

Una maggior tutela risiede pertanto nella verifica dei dati necessari da riportare all’interno del contratto, come la data di stipula, l’ammontare del capitale nozionale di riferimento, la datazione relativa all’inizio della maturazione degli interessi, le date legate ai flussi di pagamento di interessi, il livello di tasso (fisso e variabile) e quant’altro.

Particolare attenzione meritano anche i costi di intermediazione, che vanno altrettanto esplicitati e verificati prima della firma dell’accordo.

Poiché le variabili di rischio sono diverse e spesso non di immediata comprensione per l’investitore, è consigliabile, prima della firma del contratto o anche dopo, nel momento in cui si ravvisa la possibilità di un illecito contrattuale, riferirsi sempre a uno studio professionistico, specializzato in assistenza e consulenza sui contratti derivati, che consenta di esaminare al meglio questi strumenti finanziari e possa quindi consigliare, e tutelare, l’interlocutore che spesso ha diritto a risarcimenti anche cospicui.

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